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Appello agli iscritti dei rappresentanti sindacali FP CGIL Sanità Pubblica di Parma

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Appello agli iscritti dei rappresentanti sindacali FP CGIL Sanità Pubblica di Parma aderenti al documento congressuale "LA CGIL CHE VOGLIAMO”

La CGIL inizia in questi giorni, a partire dai luoghi di lavoro, un lungo percorso di assemblee in preparazione del 16° Congresso, che vedrà l’appuntamento finale nella prossima primavera a Rimini. Come è prassi consolidata della nostra organizzazione questo Congresso vedrà coinvolti i lavoratori iscritti al nostro sindacato, i delegati e tutti noi impegnati a dare il nostro contributo affinché la CGIL continui per il futuro a rappresentare al meglio le aspettative e le speranze di milioni di donne e uomini che guardano a noi con interesse e fiducia.

Per questo la CGIL del futuro dovrà, al suo interno, affrontare una discussione tenendo ben presenti i grandi cambiamenti a cui oggi assistiamo, sia nel mondo del lavoro che, più in generale, nella nostra società alla luce anche di una crisi per niente congiunturale, che non fa intravedere sbocchi. Anche il nostro territorio non è immune dalle conseguenze drammatiche di questa situazione, gli effetti di questo default sono sotto gli occhi. Intere catene produttive sono in crisi, numerosissimi sono i lavoratori in cassa-integrazione e i licenziamenti sono all'ordine del giorno.

Oggi troppi individui sono in seria difficoltà, i giovani non riescono più a progettare il loro futuro, le disuguaglianze sono aumentate a dismisura, gli anziani sono sempre più lasciati soli e il lavoro non rappresenta più un valore fondante e centrale per la nostra democrazia.

Secondo l'OCSE l'Italia è il sesto paese per la disuguaglianza nella distribuzione del reddito e negli ultimi 20 anni ben 10 punti del PIL sono transitati dalle retribuzioni da lavoro dipendente a profitti e a rendite finanziarie. Nel nostro paese circa 14 mln di lavoratori guadagnano meno di 1300 euro, quasi 7 mln ne guadagnano meno di 1000, di questi oltre il 60% sono donne. L'ISTAT poi ci dice che quasi 3 mln di persone vivono in condizioni di povertà assoluta e che 8 mln sono entrati nella soglia della povertà, mentre il 10% delle famiglie ricche da sole possiedono il 50% dell'intera ricchezza del nostro paese.

Per non parlare dei provvedimenti del governo adottati nell'ultima finanziaria con l'introduzione dello scudo fiscale, dove si premiano gli evasori e coloro che hanno esportato illegalmente ingenti quote di capitali all'estero, mentre a tutti quelli che le tasse le pagano regolarmente come i lavoratori dipendenti non viene restituito neppure il drenaggio fiscale.

Anche i recenti fatti accaduti a Rosarno stanno a dimostrare la drammatica situazione, frutto della legge Bossi-Fini, che impedisce la regolarizzazione di chi lavora e favorisce gli schiavisti e le mafie.

Nel pieno della crisi economica e sociale, il lavoro pubblico sta subendo un pesantissimo attacco senza precedenti da parte del governo Berlusconi. La nostra categoria, la Funzione Pubblica CGIL, da quasi due anni prosegue la mobilitazione contro i vergognosi e ossessivi attacchi ai lavoratori del ministro Brunetta, che anche in questi giorni si è fatto notare ancora una volta per volere manomettere la Carta costituzionale a partire dall'art. 1: “L'ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO...”.

Brunetta in modo del tutto pretestuoso, vorrebbe riformare e rendere più efficiente la pubblica amministrazione attraverso il "famigerato" Dgl150/09. Questo dispositivo di legge, al contrario di ciò che viene propagandato, non lascia intravedere nei suoi contenuti nessun miglioramento della qualità dei servizi alle persone.

In barba al federalismo voluto dalla Lega Nord, risulta essere una legge neo-centralistica, spacca l'intero mondo del lavoro pubblico, spalanca le porte ai privati e in sanità agli impresari della salute, sempre in agguato, mettendo in discussione il principio di universalità dei diritti dei cittadini.

Inoltre, questa assurda legge antidemocratica depotenzia i contratti collettivi, toglie risorse alla contrattazione decentrata, riporta la PA indietro almeno di vent'anni, riduce l'agibilità sindacale e il ruolo della RSU, umilia la dirigenza e programma la progressiva riduzione di almeno il 30% dei salari dei lavoratori.

Non solo, grazie all'“operoso” sostegno di CISL e UIL che hanno firmato con Governo e Confindustria l'accordo separato sul modello contrattuale il 22/01/09 nella fattispecie, il compito del ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica è stato notevolmente facilitato.

È di assoluta importanza che il congresso della CGIL prenda atto delle “scelte consapevoli” di CISL e UIL e ponga molta attenzione a queste tematiche in quanto sarebbe sbagliato e miope pensare che a proposito di lavoro pubblico e di servizi alle persone il problema riguardi solo una categoria che, a proposito di confederalità, negli ultimi 2 anni si è sobbarcata il peso di molti scioperi e straordinarie partecipazioni a tutte le manifestazioni ed iniziative indette.

Bisogna essere molto chiari: la “controriforma Brunetta” non va emendata o aggiustata. Va semplicemente CANCELLATA, poiché è interesse di tutti i cittadini che sia valorizzato il lavoro, che si investa sui saperi e sulle professionalità e sul capitale umano se si vogliono avere servizi di qualità. Sul tema dei beni comuni va ribadita l’assoluta contrarietà della Cgil alla privatizzazione dell’acqua.

Questo congresso, partendo da due documenti alternativi, dovrà servire a dare risposte organiche a questi e ad altri interrogativi, determinare le scelte, l'azione e la linea del sindacato. Conclusi i lavori del congresso la CGIL dovrà ripartire da subito mettendo in campo tutte le sue energie e le sue intelligenze e organizzarsi per ricreare attorno a se quella credibilità che una organizzazione di massa come la CGIL porta nel suo DNA.

Non ci si dovrà limitare solo a rivolgerci alle persone che quotidianamente rappresentiamo ma dovremo fare un ulteriore sforzo per coinvolgere l'intera opinione pubblica sulle nostre proposte e sulle prossime iniziative.

Dovremo impegnarci a stimolare e a condizionare gli orientamenti di una politica troppo autoreferenziale e sempre più distante dai problemi del paese reale. Dovremo tornare ad essere quella forza che parlava al paese come è successo 8 anni fa con la grande mobilitazione sui diritti (art.18) che ha visto la nostra organizzazione protagonista di una battaglia che ha trovato consensi in vasti settori della società civile e non solo nel mondo del lavoro.

Nonostante quelle lotte l'attacco all'art.18 è ritornato di attualità nell'agenda del ministro del welfare Sacconi. Ecco perché serve oggi una azione più chiara e decisa se davvero si vuole uscire dall'isolamento e tornare ad essere quel punto di riferimento per le persone che intendiamo rappresentare, che si fidano di noi e che si riconoscono nei nostri valori.

Come dicevamo prima, la CGIL al suo congresso si confronterà su due documenti alternativi “I DIRITTI E IL LAVORO OLTRE LA CRISI” e “LA CGIL CHE VOGLIAMO” (entrambi consultabili in sintesi e in versione integrale sul sito www.cgil.it) nei quali si colgono differenze sostanziali e soluzioni diverse su come affrontare le nuove sfide che ci attendono ed auspichiamo, quindi, un sereno e costruttivo proseguimento del percorso congressuale affinché la discussione con i contributi, le eventuali modifiche ed integrazioni portati dai lavoratori, nelle assemblee di base e nelle varie istanze congressuali, rappresenti un reale valore aggiunto per il dibattito di tutta la CGIL.

Riteniamo che il documento “LA CGIL CHE VOGLIAMO”, a firma di Domenico Moccia, Carlo Podda, Gianni Rinaldini e altri, affronti meglio e con più chiarezza le questioni generali come pace, contrattazione, democrazia sindacale ed in particolare ciò che ci riguarda più da vicino e vale a dire il lavoro pubblico.

Per questi motivi, noi firmatari della presente, nelle assemblee di base che svolgeremo con i nostri iscritti nei luoghi di lavoro dell'Azienda Ospedaliera e nei vari distretti/presidi dell’Azienda USL, ci batteremo convinti della bontà delle nostre ragioni affinché nella nostra organizzazione continuino a vivere il pluralismo delle idee e la democrazia sindacale, come prevede lo Statuto della CGIL, per ribadire ancora una volta, come ci ha insegnato Giuseppe Di Vittorio, che, per la CGIL: I RAPPRESENTATI SONO PIU’ IMPORTANTI DEI RAPPRESENTANTI

È esattamente questa LA CGIL CHE VOGLIAMO


ADERISCONO AL DOCUMENTO “LA CGIL CHE VOGLIAMO” :

 

Maurizio Frigeri segretario FP responsabile provinciale Sanità Pubblica

Franco Masini segretario CGIL Medici Emilia-Romagna - responsabile delegazione trattante CGIL Medici Azienda Ospedaliera

Rosalba Calandra Checco segretario FP Cgil responsabile Azienda Ospedaliero-Universitaria

Sauro Salati segretario generale FP CGIL Parma responsabile FP CGIL Dirigenza STPA AUSL /AOUP

Nadia Bocchi membro delegazione trattante FP CGIL Dirigenza STPA AUSL

Maurizio Miati funzionario FP CGIL Sanità Distretto Fidenza-Vaio

Gian Luca Mezzadri coordinatore nazionale FP CGIL per le Professioni Sanitarie membro segreteria FP CGIL - responsabile Distretto Sud-Est- Presidente RSU AUSL

Claudio Grassa responsabile CGIL Medici AUSL - Distretto Fidenza-Vaio

RSU FP CGIL Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma

Milena Saccani, Michele Minari, Sonia Santini, Giovanni Palladino, Silvio D'amico, Massimiliano Pugliese, Pasquale la Torre, Emanuela Catellani, Fornasari Marco, Marina Alfieri, Rita Dicembrino, Raffaele Santillo, Fausto Marini, Salvo Salvatore, Giovanna Guareschi

RSU FP CGIL Azienda USL di Parma

Ernesto Pesci, Massimo Donati, Patanè Giuseppe, Mara Ubaldi, Menta Roberto, Giovanni Dassi, Liliana Mori, Michela Frasanni, Daniela Minardi,

Membri Direttivo FP CGIL

Monica Ampollini, Luigi Sartori, Giuseppe Affuso, Gianni Pedroni, Gabriella Pardi, Marcello Scardino

visitate il sito www.lacgilchevogliamo.it

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Settembre 2010 07:49  

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