La Cgil che vogliamo Emilia-Romagna

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Festa de "La CGIL che vogliamo" - Parma 23, 24, 25 Luglio 2010

  • Martedì 20 Luglio 2010 09:59
  • Scritto da Administrator
Festa de "La CGIL che vogliamo" - Parma 23, 24, 25 Luglio 2010


Si terrà a Sala Baganza (Parma) il 23, 24,  e 25 luglio 2010 la festa de La CGIL che vogliamo.


icona_parma


La Festa inizierà il 23 luglio alle ore 17 con un dibattito su "Diritto al lavoro e diritti sul lavoro..Quarant'anni dallo Statuto dei Lavoratori" e si concluderà domenica 25 luglio 2010.

Le informazioni logistiche
Scarica la locandina della festa (1.96 MB)

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Assemblea Nazionale "La CGIL che vogliamo"

  • Lunedì 28 Giugno 2010 11:05
  • Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Luglio 2010 10:04 )
  • Scritto da Administrator

 

6 luglio 2010 - Roma - Assemblea Nazionale

"La CGIL che vogliamo"

locandina6luglio2010

icon Scarica la locandina dell' evento (1.04 MB)

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FIAT Pomigliano: No all'accordo separato - I diritti della persona sono indisponibili e non negoziabili

  • Venerdì 18 Giugno 2010 15:55
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FIAT Pomigliano: No all'accordo separato Stampa E-mail

I diritti della persona sono indisponibili e non negoziabili

Comunicato Stampa di Mimmo Moccia portavoce de "la Cgil che vogliamo"

"La Cgil che vogliamo" considera l'accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco uno dei più pesanti attacchi ai diritti costituzionali dei lavoratori della storia della Repubblica Italiana. L'accordo prevede pesantissime deroghe al contratto nazionale su orari di lavoro, trattamento di malattia, organizzazione del lavoro e qualifiche. Impone turnazioni e ritmi di lavoro senza precedenti per le catene di montaggio e soprattutto liquida le libertà sindacali e i diritti individuali dei lavoratori, ai quali viene imposto l'accordo stesso come nuovo contratto individuale di lavoro, pena il licenziamento.

La clausola di licenziabilità liquida contemporaneamente il contratto collettivo, lo Statuto dei lavoratori e la stessa Costituzione. E' un segno del degrado del Paese che sia considerata normale questione sindacale la cancellazione dei diritti costituzionali.

E' un grave errore politico sottovalutare la portata generale di una tale intesa. E' chiaro che, una volta passati i contenuti dell'accordo nella fabbrica Fiat, essi diventerebbero la nuova costituzione materiale del lavoro per tutto il Paese, eliminando così i contratti nazionali, le leggi e gli articoli della Costituzione che tutelano il lavoro.

Bene ha fatto la Fiom a rifiutare questo accordo e a considerare illegittimo il referendum che dovrebbe portare alla sua legittimazione. I lavoratori di Pomigliano sono sottoposti al ricatto e non c'è nulla di libero in una consultazione nella quale le alternative sono la chiusura della fabbrica o il diritto a essere tutelati contro il licenziamento ingiusto.

"La Cgil che vogliamo" considera la lotta contro l'accordo separato un punto qualificante della stessa identità della Cgil. Non sono possibili su questo piano cedimenti, confusioni, ondeggiamenti. Il no all'accordo separato è contenuto nel programma fondamentale e nello stesso Statuto della Cgil, impegna tutti i livelli dell'organizzazione.

E' necessaria una vasta campagna per spiegare in tutto il mondo del lavoro il no all'accordo e per costruire una risposta adeguata. Dall'assemblea del 6 luglio de "La CGIL che vogliamo" partirà l'impegno della mozione congressuale affinchè in tutte le sedi della Cgil si svolgano iniziative contro l'accordo separato e l'attacco ai diritti costituzionali del lavoro.
I diritti indisponibili della persona non sono negoziabili.

Roma, 17 Giugno 2010

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Dichiarazione di voto al Congresso Nazionale CGIL

  • Martedì 11 Maggio 2010 15:07
  • Scritto da Administrator
Dichiarazione di voto al Congresso Nazionale CGIL Stampa E-mail

I sottoscritti aderenti alla mozione "la Cgil che vogliamo", componenti la Commissione Politica, ribadiscono le proposte che il documento finale del Congresso a nostro avviso avrebbe dovuto contenere:

  1. Giudizio netto di contrarietà all'accordo separato del 22 gennaio, con esplicito riferimento alla sua non emendabilità.
  2. Riconquista di un nuovo sistema contrattuale, al quale la Cgil si presenti con una piattaforma di una o più ipotesi negoziali, sulla quale far esprimere con voto referendario i lavoratori attivi, come mandato vincolante dell'Organizzazione con avvio della consultazione nell'autunno 2010.
  3. Lotta alla precarietà. Blocco dei licenziamenti e contrasto agli appalti al massimo ribasso. Vanno semplificati e riunificati i canali di accesso al lavoro, ripristinando la centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, senza distinzione di tipologia o dimensione aziendale nell'esercizio di tutti i diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori, a partire dall'articolo 18. Informazione, sensibilizzazione, mobilitazione fino allo sciopero generale contro il Collegato lavoro e le ipotesi di Statuto dei lavori.
  4. Definizione per legge di modalità certe e pienamente democratiche, nella misurazione della rappresentatività e nella validazione di piattaforme e accordi, tramite il voto referendario dei lavoratori e delle lavoratrici, anche nel caso di posizioni differenti tra le organizzazioni sindacali. Una democrazia sindacale siffatta è precondizione per la ripresa dei rapporti unitari.
  5. Modifiche statutarie su democrazia, partecipazione e esercizio del voto degli iscritti in caso di piattaforme, accordi e/o consultazioni interne a partire dai congressi. Rinnovo periodico delle deleghe.

Il documento finale non contiene nessuna delle nostre proposte, non introduce alcun cambiamento ad un'impostazione politica, viziata di tatticismo, che ha dimostrato in questi anni la sua debolezza e inefficacia e che rischia ora di tradursi in subalternità della CGIL alle scelte altrui.

Inoltre, tutti gli emendamenti da noi proposti allo Statuto sono stati respinti mentre sono state introdotte modifiche che, esautorando le categorie dal pronunciamento su accordi interconfederali, alterano il rapporto tra le strutture e disegnano un modello di confederalità fortemente e palesemente gerarchico.

Il complesso di queste ragioni motiva il voto contrario della Mozione "la Cgil che vogliamo".

Domenico Moccia

Mirto Bassoli

Wilma Casavecchia

Giorgio Cremaschi

Rita Guglielmetti

Marigia Maulucci

Carlo Podda

Gianni Rinaldini

Nicoletta Rocchi

Maurizio Scarpa

Vanda Scarpelli

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Tabelle gia' distribuite a cura della 2° Mozione al Congresso Regionale CGIL Emilia-Romagna

  • Giovedì 01 Aprile 2010 15:03
  • Scritto da Administrator

Tabelle  distribuite a cura della 2° Mozione al Congresso Regionale CGIL Emilia-Romagna

La distribuzione ai delegati, agli invitati ed alla stampa delle tabelle allegate e' stata motivata dalla insufficiente quantita' di dati e di analisi sul voto espresso nei congressi di base in Emilia Romagna.
Tale mancanza e' stata piu' volte rilevata anche nei Congressi di categoria e confederali precedentemente svolti.
I dati elaborati riconoscono le differenze territoriali e soprattutto, esplicitando il voto degli attivi rispetto al voto dei pensionati, rende ancora piu' convincente il risultato del documento Moccia in Emilia Romagna.

Il Coordinamento

 

LE TABELLE

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