| Rassegna Stampa 18 Dicembre 2009 |
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il manifesto - Intervista a Gianni Rinaldini, Segretario Generale FIOM CGIL
"Per la Cgil, un congresso anti-crisi"
di Gabriele Polo
«La democrazia non gode buona salute
e anche in Cgil rischia di essere vissuta come un problema, se la presentazione di un documento congressuale alternativo a quello della segreteria solleva tanto scalpore. Naturalmente parlo delle pratiche, non delle enunciazioni che abbondano: sono tempi in cui la democrazia è molto evocata, pochissimo praticata». Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, lancia segnali d'allarme che vanno dalla crisi economica al futuro del sindacato. E chiede un congresso di svolta.
Partiamo dalla crisi. Due milioni di disoccupati «ufficiali», più gli «invisibili». Cassa integrazione record, operai sui tetti. Ma dicono che il peggio è passato. E' vero?
Io non vedo segnali positivi, almeno se si assume il lavoro - non la borsa - come indice di riferimento. Basta guardarsi attorno. L'assurdo è che si pensa di poter ripartire come prima, puntando sulle esportazioni, competendo sul costo del lavoro, tagliando il welfare per ridurre il debito pubblico (gonfiato per salvare la finanza). Il governo, poi, estende le precarietà - reintroduce il lavoro a chiamata - mentre scemano le tutele, come per le pensioni, che diminuiscono fino al 4% per il calo del montante contributivo, calcolato sul Pil. Il sindacato dovrebbe rispondere mettendo in discussione tutti gli accordi di un'era concertativa cancellata dalla politica di governo e dalla crisi economica. E invece...