La Cgil che vogliamo Emilia-Romagna

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“La Cgil che vogliamo” si raduna in Corso D'Italia per discutere di congresso, partecipazione e democrazia

  • Lunedì 01 Febbraio 2010 12:18
  • Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 12:23
  • Scritto da Administrator

Comunicato Stampa a cura della redazione del SITO "La Cgil che vogliamo"

Gli aderenti alla seconda mozione congressuale “La Cgil che vogliamo” si sono oggi riuniti in Corso d'Italia, 25, in Roma, presso la sede nazionale della Cgil Confederale, per discutere dello svolgimento del XVI congresso nazionale, della degenerazione registrata sul campo dell'agibilità democratica nei territori, e degli ultimi sviluppi legati all'auto sospensione dei componenti della Commissione di Garanzia congressuale della seconda mozione.

“La Cgil che vogliamo” continuerà a portare avanti nelle assemblee congressuali la discussione sui problemi dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati, sulla crisi economica e le sue conseguenze, le politiche per fronteggiarla, sul sindacato del futuro, sulla riforma della Cgil. Anche in vista dello Sciopero Generale del 12 Marzo che, sebbene tardivo rispetto alle stesse sollecitazioni de “La Cgil che vogliamo”, può rappresentare l'occasione per rilanciare una vertenza nazionale basata sulle richieste della Cgil al Governo, alla Confindustria ed alle altre associazioni padronali che oltre a non affrontare la crisi economica e industriale, non propongono risposte per combattere le diseguaglianze che bloccano il paese ed impoveriscono il lavoro.

La platea della sala Di Vittorio solidarizza e sostiene l'iniziativa dei migranti del 1 Marzo, uno di quei bisogni che si auto rappresentano, una battaglia che il sindacato, secondo “La Cgil che vogliamo”, non può né ignorare né ostacolare. Va intavolato un dialogo con i lavoratori migranti, sostenuta la loro lotta.

“La Cgil che vogliamo” chiede il rigoroso rispetto delle regole congressuali, che eviti distorsioni e forzature che inficiano la libera espressione e non fanno bene all'organizzazione nel suo complesso. Ci aspettiamo che il Segretario Generale, Guglielmo Epifani, nella sua annunciata comunicazione al direttivo che si svolgerà martedì prossimo, si faccia garante del rispetto delle regole e di una gestione del congresso che garantisca il pluralismo e la trasparenza.

Roma, 30 Gennaio 2010